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Passo dopo passo
Camminare è sempre stato il modo migliore per esplorare il modo,
osservare i dettagli, misurare le distanze e ammirare i panorami. Mi
è sempre piaciuto camminare in montagna ed è stata memorabile una
camminata solitaria di sette ore in Val Senales: nel 2010 sono salito
da Unser Frau alla vetta Crodarotta e sono sceso al Lago di Vernago
superando un dislivello di 1300 metri senza incontrare anima viva, a
parte due persone che mi hanno fatto una foto in vetta e le aquile che
volteggiavano intorno ai loro nidi. Ora faccio camminate solitarie in
città e nei dintorni di Ancona, e in questo ultimo decennio ho
raggiunto Jesi (32 km), Offagna (16 km + ritorno), Loreto (26 km),
Osimo (19 km) e Sirolo (18 km). Ora sto progettando una salita ai
Laghi di Pilato sui Sibillini, per coronare uno dei sogni della mia
vita.
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Sulle due ruote
La passione per le moto è nata negli anni di Misano Adriatico: da
piccolo mio padre mi aveva potato a vedere le prove, allora c'era il
grande Ago, e ricordo ancora come fosse oggi la tragedia di Jarno
Saarinen e Pasolini. Ricordo anche quando in quegli anni ho imparato
ad andare in bici, e la sensazione di libertà che ho subito provato:
chi abita in città di mare pianeggianti non può non amare le due
ruote, e la bici prima e il motorino poi sono stati il mezzo preferito
in quel di Pesaro per andare a scuola e al lavoro, al mare in spiaggia
o al lungomare, per raggiungere gli amici a casa loro o in qualche
campo di periferia. Ad Ancona ho dovuto passare ad una bici adatta
anche per la salita, e quando potevo partivo da casa per fare una
pedalata fino al Passetto o sulle strade del Rosso Conero ai dintorni
della città. Ma ultimamente le ginocchia tengono poco ed ho
progressivamente abbandonato il mezzo a due ruote.
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© foto Francesco Battistelli 2014
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