Mi è sempre piaciuto cantare e ascoltare la musica, non
ho ricordi precisi della mia infanzia ma crescendo ho ascoltato e cantato
di tutto, dall'heavy metal alla musica classica e polifonica.
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La chitarra
Ho iniziato a suonare la chitarra abbastanza tardi, a 18
anni, ma quello strumento mi aveva sempre attirato. Da piccolo ero passato
attraverso la pianola a 15 tasti (le mie hit erano Jingle Bell e il
Carnevale di Venezia), ma ben presto ho iniziato a sognare di suonare la
chitarra, perché il canto mi è sempre piaciuto e rispetto ad altri
strumenti basta poco per accompagnare la voce insieme agli altri. E così
quando Betty mi ha proposto di iscriverci ad un corso ho aderito con
piacere, e grazie al maestro Francesco ho imparato a strimpellare e ad
arpeggiare. Così ho iniziato a suonare, passando dalla messa domenicale
alle cene in spiaggia, dai campi con i ragazzi al gruppo heavy-metal con
Bobby, Marco, Filippo e Diego che sopravvisse una settimana nel calore di
una rovente estate! Ad Ancona ho ripreso la chitarra per suonare in chiesa
e nel 2012 sono stato a lezione di chitarra elettrica da Paolo
Fiorini, il miglior chitarrista della zona! Ho imparato a fare scale e
tecniche nuove, ma soprattutto ho ascoltato estasiato i pezzi alla
David Gilmour che ogni tanto sgorgavano dalle sue mani. Ora suono per me (poco) e per gli altri (un po' di
più), magari parodiando canzoni e inventando strofe, utilizzando la chitarra
per quello che, per me, è stata sempre la sua funzione principale: un
mezzo di condivisione con gli altri, risonanza le corde reali della musica
e quelle astratte dell'amicizia.
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Il canto polifonico
Ho sempre apprezzato la polifonia, in particolare i madrigali e le
composizioni di Giovanni da Palestrina. A casa facevo duetti con Ave,
che cantava nel coro San Carlo, e durante l'esperienza francescana ho
avuto qualche occasione per cantare in coro, ad Assisi e nel piccolo
coro di Taizé, dove i bassi erano quasi tutti tedeschi e ci si
intendeva a gesti e sguardi. Nel 2024 ho iniziato a cantare con
l'Officina Polifonica di Ancona, diretto da Anna Maria Morresi e
Arnaldo Giacomucci, e l'esperienza mi sta piacendo molto.
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© foto Francesco Battistelli 2004
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