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Nel III secolo Roma, dopo avere conquistato le città delle Magna Grecia, si scontrava con la potente Cartagine che deteneva il predominio economico e commerciale nel Mediterraneo. La lunga guerra durò cento anni e i Romani, risollevati dopo le tremende sconfitte subite dal cartaginese Annibale, che sperava nella sollevazione anti-romana degli Italici, sconfissero Cartagine e la rasero al suolo.
Vinte le guerre puniche
Roma si volse verso Oriente, dove alla morte di Alessandro Magno si era scatenata la lotta
tra i suoi generali per il predominio e si erano formati i Regni Ellenistici. Alessandria,
la capitale dei Tolomei, divenne il faro che diffondeva la cultura greca in tutto il mondo
conosciuto. Nell'arco di due secoli i Romani conquistarono tutto il Mediterraneo, mentre
ai confini settentrionali Cesare
conquistò rapidamente tutta la Gallia. Ma le istituzioni repubblicane erano entrate in
crisi e, mentre crescevano i conflitti sociali, le guerre civili erano combattute tra
uomini forti con le loro truppe fedeli. Sconfitto Pompeo, Cesare si attribuì poteri
illimitati ma fu assassinato in nome della restaurazione della Repubblica; la sua eredità
politica fu raccolta da Augusto
che, dopo avere sconfitto Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio, riuscì a far
digerire al Senato la svolta verso il principato.
Con la nomina del successore
Tiberio nacque formalmente l'impero romano, e se con Traiano venne raggiunta la massima
espansione territoriale gli imperatori seguenti consolidarono l'impero e sopraggiunse un
periodo di pace, equilibrio e crescita economica, in particolare nelle province. Ma alla
fine del II secolo le invasioni di popolazioni germaniche, la guerra e la crisi economica
determinarono una diffusa insicurezza, mitigata solo in parte dal cristianesimo e dei
culti orientali. La crisi aumentò nel III secolo: la pressione dei barbari aumentava, la
piccola proprietà terriera si estingueva per le forti imposizioni fiscali e le legioni
decidevano le sorti dell'impero, nominando e destituendo gli imperatori. Gli ultimi
tentativi di superare la crisi vennero compiuti da Diocleziano, che cercò di semplificare
l'apparato burocratico dividendo il potere con la Tetrarchia, e Costantino, che portò la
capitale a Costantinopoli e dichiarò nel 313 il cristianesimo religione di stato. Alla
morte di Teodosio l'impero venne definitivamente diviso in due parti, l'impero d'Oriente
che visse per altri mille anni raccogliendo l'eredità romano-ellenistica, e il fragile
l'impero d'Occidente che, dopo avere cercato inutilmente di inglobare i barbari venendone
a patti, si estinse nel 476 d.C.
- Il periodo dell'Ellenismo e della Repubblica romana (dal 300 al 1 a.C.)
- Il periodo della Roma imperiale (dal 1 d.C. al 476 d.C.)
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